Dice Gabriele Fergola "Quando un popolo non riesce nel corso della sua storia a trovare una sua identità, quando in esso affiorano da sempre e si confrontano
due anime irriducibili l'una all'altra, è fatale che la storia di questo popolo diventi un enigma e si presti alle più disparate interpretazioni." (1) Quel che mi stupisce è come in quella che ormai si chiama post-modernità queste due Italie sviluppino il proprio confronto in una masochistica gara "a chi è più stupido". Laicisti e cattolici stanno gareggiando "a chi è più stupido".
I primi dimenticano che da che repubblica è seconda repubblica la Chiesa Romana non è più soggetto politico, non conta un cazzo insomma, e le sue recenti ingerenze sono solo maldestri tentativi di tornare quello splendente soggetto politico che fu. Ciò sarà impossibile in era di globalizzazione e bipolarismo perfetto. Quegli stessi laicisti poi non si preoccupano affatto delle ben più incisive ingerenze politico-economiche nel nostro paese di casa bianca, cia, ue, fmi, banca mondiale, nato, onu. Anzi, il partito criminale che li guida, quello dei Radicali, mentre si fa portabandiera di belle parole parole come libertà individuale e laicità dello stato appoggia disinvoltamente il genocidio USraeliano in medio oriente. E dall'altra il partito che dovrebbe essere il più povero d'Italia vede riempirsi le tasche dei danari di lobby gay (dico), multinazionali farmaceutiche (eutanasia, aborto, manipolazioni genetiche, liberalizzazione cannabis sativa), lobby ebraico-sionista (politica estera). Che belli i programmi costruiti ad hoc sui desideri di chi ti finanzia. Molto etico. Proprio ciò di cui hanno bisogno la politica e la società attuali. E infine, molto semplicemente, far casino chiedendo la laicità dello stato in uno dei pochi stati [già] laici che può contare anche su una popolazione per lo più laica appare quantomeno buffo.
I cattolici. Innanzitutto come ho detto l'Italia è diventato uno stato laicissimo, dove poco manca che durante battesimi e matrimoni si facciano esplodere mortaletti e tricchetracche. Dove la religione è solo oggetto di strumentazione politica (e qui il clero è vittima). In secondo luogo, son d'accordo che la famiglia è sacra e va difesa ed aiutata, ma questo si fa con le leggi, le riforme e gli incentivi; che proprio il più grande partito cattolico, la fu DC [r.i.p.], affossò. E i dico, per quanto si possa accettarli o meno (io personalmente no), minacciano tutt'altro che la sacralità della famiglia. Bacchettate ad entrambi per i botta e risposta di contro-cortei, il massimo dello squallore democratico. E da questa parte si faccia attenzione ai personaggi da circo (esempi i fedelissimi alla dea Reitia Calderoli e co.) che si prestano a simili manifestazioni. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano Ratzinger e Bagnasco della presenza di Berlusconi al family day. Dispiace poi che siano completamente escluse istituzioni religiose che per i valori familiari hanno fatto davvero tanto, e qualcosa di più (leggi comunità islamica).
p.s. Sulla totale estraneità del partito democratico. Ciò dimostra l'ineluttabile essenza di un partito di centro: niente più niente meno che "un grande nulla".
(1) cfr. Gabriele Fergola, introduzione a "Italia Invertebrata", pp.9 (controcorrente 1998) corsivo mio

Le trasformazioni di quest'uomo da politico laico a politico cattolico riescono nell'ardua impresa di superare non la velocità della luce, bensì quella della lingua di Bruno Vespa.